26/03 - 19.10
Chiudiamo il pomeriggio con il Concerto per pianoforte e orchestra in si bemolle maggiore K. 595 di Wolfgang Amadeus Mozart. L’edizione che abbiamo scelto oggi per voi è quella con Friedrich Gulda al pianoforte e Claudio Abbado alla testa dei Wiener Philharmoniker.
Composto nel 1791, questo è l’ultimo concerto pianistico di Mozart, una sorta di congedo artistico sospeso tra serenità luminosa e velata malinconia. Lontano dal virtuosismo brillante di molte opere precedenti, questo lavoro predilige una scrittura intima, quasi cameristica, in cui il dialogo tra solista e orchestra si fa più raccolto e meditativo.
Fin dalle prime battute dell’Allegro, si coglie una qualità espressiva fatta di equilibrio e trasparenza: il pianoforte non si impone, ma si inserisce con naturalezza in un tessuto sonoro di grande finezza. Il movimento centrale, un Larghetto di straordinaria delicatezza, rappresenta uno dei momenti più interiori della produzione mozartiana, con una linea melodica che sembra sospesa fuori dal tempo.
Il Finale, costruito su un tema di carattere semplice e quasi popolare, introduce una dimensione più leggera e distesa, senza però rinunciare a una sottile ambiguità espressiva. Non a caso, il tema fu riutilizzato da Mozart nel Lied Sehnsucht nach dem Frühling, suggerendo un legame profondo tra il mondo strumentale e quello vocale.