Musica corale di Ligeti, Penderecki e Castiglioni

15/02 - 21.44

In seconda serata vi proponiamo un’antologia dedicata alla musica corale contemporanea con pagine di Ligeti, Penderecki e Castiglioni.

In apertura troviamo due brani di György Ligeti. Il primo è Nacht, per coro misto, scritto nel 1955 su testi del poeta ungherese Sándor Weöres. La prima esecuzione è avvenuta solo tredici anni dopo a Stoccolma con il Coro della Radio Svedese diretto da Eric Ericson, interpreti di tutti i brani scelti per questo ascolto. Nacht è l’ultima composizione vocale in cui Ligeti ha usato il suo primo stile compositivo, “rotto”, come ha dichiarato lo stesso compositore, in Lux Aeterna del 1966. Di questo secondo brano in scaletta Ligeti ha detto che “suscita l’impressione di un fluire senza inizio e senza fine. Vi si ascolta una frazione di qualcosa che è iniziato da sempre e che continuerà a vibrare all’infinito”.

Passiamo poi allo Stabat Mater composto da Krysztof Penderecki nel 1962 per tre cori a cappella. Anche se guarda alla grande tradizione della musica sacra, dal canto gregoriano a Bach, qui il compositore polacco introduce una nuova prospettiva: il punto centrale non è più Dio. Sono invece le esperienze e le emozioni umane a sostenere la tensione drammatica.

Chiudiamo con Gyro di Niccolò Castiglioni per coro misto, quattro flauti, quattro trombe e tamtam eseguito insieme a membri dell’Orchestra sinfonica della Radio Svedese. Scritto nel 1963 su testi tratti dal Libro dei Proverbi, è la prima importante musica di carattere religioso del compositore milanese. 

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