Peter Serkin suona Arnold Schönberg

14/06 - 22.21

Il pianista statunitense Peter Serkin, scomparso il 1 febbraio di quest’anno, suona tre opere in cui Arnold Schönberg fa parlare il pianoforte, ora da solo ora in relazione con l’orchestra ora in dialogo col violino.

In apertura ascoltiamo i Cinque pezzi per pianoforte, scritti tra il 1921 e il 1923 secondo la tecnica seriale. È lo stesso compositore a dichiarare: “Qui arrivai a una tecnica che chiamavo, (per me stesso) ‘comporre con note’, termine molto vago; ma per me significava qualcosa, e precisamente: in contrasto col modo ordinario di usare un tema, io lo usavo già alla maniera di un ‘seguito fondamentale di dodici suoni'”.

A seguire Peter Serkin è solista nel Concerto per pianoforte e orchestra eseguito dalla Chicago Symphony Orchestra diretta Seiji Ozawa. Composto nel 1942, quest’ultimo lavoro pianistico cerca di conciliare il metodo dodecafonico con la struttura tradizionale in quattro movimenti. Vi sopravvive un approccio tematico, con citazioni wagneriane. Per questo il Concerto fu considerato come un ritorno a suggestioni tardo romantiche.

In chiusura ascoltiamo la Fantasia per violino e pianoforte op. 47 con Arnold Steinhardt al violino. Scritta da Schönberg nel 1949, la Fantasia si sviluppa secondo il canone dodecafonico con anticipazioni di tecnica aleatoria che tuttavia non compromettono la struttura seriale della composizione.

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