12/02 - 20.03
Quando Rolando Villazón si confronta con L’Orfeo di Claudio Monteverdi, l’incontro fra sensibilità barocca e temperamento teatrale contemporaneo genera un esito di singolare intensità. Lungi dal limitarsi a un esercizio filologico, il tenore messicano affronta il capolavoro monteverdiano – pietra miliare del melodramma nascente, rappresentato per la prima volta nel 1607 – come un vero dramma dell’anima, restituendo al cantore mitico una vibrante umanità.
La voce di Villazón, dal timbro caldo e brunito, si piega alle esigenze della declamazione seicentesca con attenzione alla parola e al recitar cantando, senza rinunciare a quella tensione emotiva che è cifra distintiva del suo stile. Nei grandi snodi espressivi – dalla dolcezza estatica di Rosa del ciel allo strazio per la perdita di Euridice – l’interprete scolpisce il fraseggio con accenti quasi febbrili, sostenuto da L’Arpeggiata diretta da Christina Pluhar che ne incornicia la prova in una tavolozza sonora storicamente informata.