13/09 - 19.15
Il tema delle Folies d’Espagne, una delle più celebri basse danses rinascimentali, attraversa i secoli. La sua linea armonica ripetitiva, basata su una progressione ostinata, ha stimolato l’invenzione di numerosi compositori, diventando un laboratorio privilegiato per variazioni e sperimentazioni formali.
Nel confronto fra tre trattamenti diversi – Jacques Gallot, Jean-Baptiste Lully e Carl Philipp Emanuel Bach – si coglie l’evoluzione del gusto europeo attraverso un secolo di storia musicale, dal liuto cameristico alla scena teatrale francese fino alla scrittura tastieristica del Settecento tedesco.
Le Folies di Gallot, che ascoltiamo da Lee Santana, sono intessute di raffinatezze ornamentali e rispecchiano il carattere introverso della scrittura per liuto, dove la variazione è più meditazione che virtuosismo.
Quelle di Lully, eseguite da Musica Antiqua Köln diretto da Reinhard Göbel, trasportano il tema sulla scena teatrale e orchestrale accentuando il carattere danzante e la dimensione collettiva.
Infine, le Folies di C. P. E. Bach, eseguite dal clavicembalista Rafael Puyana, esaltano l’Empfindsamer Stil, fatto di contrasti improvvisi, modulazioni ardite e un’espressività soggettiva che rompe con la compostezza barocca. In questa versione il basso ostinato diventa lo sfondo per un linguaggio più inquieto e drammatico, proiettato verso la sensibilità preromantica.