Musica da Camera di Beethoven e Schubert

10/06 - 12.40

Per i nostri ascolti di musica da camera, vi proponiamo oggi due trii. In apertura il Trio per pianoforte, violino, violoncello n. 7 in si bemolle maggiore op. 97 “Arciduca” di Ludwig van Beethoven. A seguire il Trio per violino, violoncello e pianoforte, in si bemolle maggiore D 898 di Franz Schubert. Entrambi sono eseguiti da Arthur Rubinstein al pianoforte, Jascha Heifetz al violino ed Emanuel Feuermann al pianoforte.

Scritto nel mese di marzo 1811, il Trio per archi e pianoforte in si bemolle maggiore op. 97 è uno dei capolavori di questo genere. Dedicato da Beethoven all’amico, allievo e mecenate Rodolfo d’Asburgo, da cui il titolo, il Trio “Arciduca” presenta un impianto formale di straordinaria ampiezza e varietà dell’impianto formale. L’inventiva e la varietà timbrica che lo contraddistinguono sono il segno della piena maturità del compositore.

Franz Schubert compose solamente due Trii per violino, violoncello e pianoforte, tutti e due nel 1827, penultimo anno della sua breve vita. Così ne scrisse Robert Schumann: “Uno sguardo al Trio in si bemolle maggiore, op. 99 di Schubert, e tutte le angosce della nostra condizione umana scompaiono, e tutto il mondo è di nuovo pieno di freschezza e di luce. Eppure, circa dieci anni fa, un altro Trio di Schubert era già apparso come cometa nel cielo musicale. Era la sua centesima opera; poco dopo, nel novembre 1828, egli moriva. Questo Trio, pubblicato di recente, mi sembra però il più vecchio dei due, e anche se stilisticamente non c’è niente che possa rivelare la sua appartenenza a un periodo precedente, potrebbe benissimo essere stato scritto prima del familiare Trio in mi bemolle op. 100″.