Trii con pianoforte: Beethoven e Brahms

07/04 - 14.04

Ascoltiamo due Trii con pianoforte: un capolavoro della maturità di Ludwig van Beethoven e l’esordio cameristico di Johannes Brahms. 

Scritto nel marzo 1811, il Trio in si bemolle maggiore op. 97 “dell’Arciduca” si sviluppa in quattro movimenti: Allegro moderato – Scherzo. Allegro – Andante cantabile ma però con moto – Allegro moderato. La partitura è dedicata all’allievo e mecenate arciduca Rodolfo d’Asburgo. Si tratta di un’opera straordinaria per l’ampiezza e la varietà dell’impianto formale, per l’inventiva, l’espressività e la varietà timbrica. Beethoven è nel pieno della sua maturità ma minato dalla malattia, tanto che proprio la sua esecuzione del Trio come pianista nel 1814 segna la sua ultima apparizione in pubblico a causa della sordità. La registrazione che vi proponiamo è quella del Trio di Milano.

A seguire il Trio per pianoforte in si maggiore op. 8 di Johannes Brahms. Scritto tra il 1853 e il 1854, il Trio è stato completamente revisionato nel 1889. Si tratta di un lavoro giovanile fresco ed esuberante, prima produzione cameristica salutata da un ampio consenso. Lo eseguono Viktoria Mullova al violino, Heinrich Schiff al violoncello e André Previn al pianoforte.

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